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Nell’era dei social media e del digital marketing, c’è un momento in cui un’azienda potrebbe chiedersi se valga ancora la pena investire in pubblicità sulle riviste di settore e, più in generale, sulla carta stampata.

Prima di analizzare i pro e i contro di questi strumenti tradizionali di comunicazione e di marketing, proviamo a vedere quali sono le diverse modalità di pubblicazione e quale strada scegliere a seconda delle specifiche necessità.

Riviste di settore: vale ancora la pena investire?

Magazine o quotidiani locali?

La prima grande distinzione è quella tra riviste di settore e giornali locali. La domanda da porsi in questo caso è quale tipologia di giornale potrebbe leggere il nostro potenziale target.

Potremmo pensare di puntare sull’aspetto geografico, pubblicando su media locali in modo da escludere direttamente chi è logisticamente lontano da noi, soprattutto se si tratta di un’attività fortemente legata al territorio. Chiaramente occorre tenere in considerazione che, tra tutti i lettori del quotidiano di zona, solo una fetta rientrerà nel nostro target.

Oppure potremmo concentrarci sul settore merceologico, individuando una serie di riviste specializzate che vengono acquistate e lette da coloro che sono, più o meno direttamente, coinvolti in quel determinato ambito e/o distribuite in luoghi per noi strategici.

I fattori da tenere in considerazione sono tanti, tra cui l’obiettivo strategico della nostra pubblicità: far conoscere il “nome” dell’azienda e la brand awareness oppure promuovere un prodotto o servizio specifico?

Prima di investire sulla carta stampata occorre senz’altro avere le idee chiare su obiettivi, target e potenzialità del mezzo.

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Adv, redazionale e pubbliredazionale: che differenza c’è?

Una volta scelto su quali media cartacei investire, si procede alla stesura di un media planning, dopo aver raccolto media kit e preventivi dalle testate in questione.

Qui si aprono diverse possibilità: investire in ADV periodiche in formati e posizioni strategiche? Preferire i contenuti testuali, quindi concentrarsi su pubbliredazionali e redazionali? Qual è la differenza tra questi ultimi?

Facciamo un po’ di chiarezza.

Mentre il redazionale è un articolo con scopo prevalentemente informativo e solitamente è prodotto dalla redazione stessa su invio ad esempio di un comunicato stampa oppure dopo aver reperito le informazioni tramite un’intervista, il pubbliredazionale prevede il pagamento dello spazio sulla rivista di settore o sul giornale in questione (come per una pagina pubblicitaria) e, pur mantenendo uno stile giornalistico sia nel layout grafico sia nel testo, i contenuti sono solitamente forniti dall’azienda stessa allo scopo di far conoscere il brand e i suoi prodotti o servizi.

L’ADV, invece, ha un forte impatto visivo che viene poi supportato da un claim e un body copy incisivi e indicativi di ciò che il visual vuole trasmettere.

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In base agli obiettivi strategici e al tipo di media su cui stiamo comunicando, si può scegliere di investire in ADV, pubbliredazionali oppure entrambi. Spesso le testate, a supporto delle pagine pubblicitarie, propongono redazionali o articoli per far conoscere ai lettori l’azienda inserzionista.

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Una strada diversa è quella dell’invio di comunicati stampa, seguito da un intenso lavoro di ufficio stampa tramite mail e recall ai giornalisti, con la richiesta che sulle testate venga dedicato (gratuitamente) uno spazio alla notizia in questione. In tal caso dovrebbe però trattarsi di un contenuto a scopo informativo, non promozionale.

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Come rendere efficace un’inserzione pubblicitaria su un giornale?

Sicuramente nel mondo digitale di oggi, attirare l’attenzione su un media tradizionale come un giornale o una rivista non è cosa facile. Occorre innanzitutto ideare una pubblicità che stimoli la curiosità del lettore e che risponda a un suo potenziale bisogno. Ma non solo.
Bisogna infatti tenere conto della posizione e della dimensione dell’inserzione, in modo che non si disperda in mezzo a mille altre pubblicità ma che invogli il lettore a soffermarvisi…ancora meglio se viene posizionata in una sezione del giornale con articoli di argomento inerente.

Ricordiamoci che non è fondamentale dare un grande quantitativo di informazioni, ma catturare l’attenzione e portare le persone a conoscenza del brand. Per questo inserire sull’ADV un QR code che rimandi a una landing page, l’indirizzo del sito web e le icone social può rivelarsi un’ottima mossa. In questo modo il lettore interessato potrà approfondire la conoscenza dell’azienda ed eventualmente contattarla.

In conclusione, investire sulle riviste di settore è un’azione di marketing da ponderare e da intraprendere in maniera oculata, tenendo conto di molteplici fattori.

Ma, se efficace, è in grado di arrivare al giusto target senza essere troppo invadente, aumentare la brand awareness e la credibilità e, perchè no, generare contatti.

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Un po’ come l’azione che ha intrapreso Imago, azienda che opera nel campo del controllo qualità con sistemi di visione industriale, investendo in pubblicità su riviste di settore e quotidiani locali.

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