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Nelle realtà a conduzione famigliare, si sa, prima o poi giunge il momento in cui la “vecchia guardia” ceda il passo a una gestione più giovane, fresca, dinamica. Parliamo del famigerato cambio generazionale, tanto necessario quanto delicato. In questo scenario ben si colloca un’attività di rebranding volta a rinnovare l’immagine aziendale e a dare un’impronta che sia in linea con le tendenze attuali in termini di comunicazione e di “percezione”. Per farla breve, largo ai giovani!

Il rebranding, una necessità per le nuove generazioni

Ma poi…’sto Rebranding cos’è?

Beh, significa creare un nuovo logo, dirai. No, non esattamente. Si tratta di un lungo processo di riposizionamento di marca che parte innanzitutto da una fase di analisi del mercato e dei competitor, per poi ideare una nuova strategia di comunicazione integrata che rappresenti in pieno la nuova brand identity e che proponga modalità e strumenti attuali e funzionali per il target di riferimento.

A quale scopo? Mantenere storicità, solidità, reputazione dell’azienda e al contempo adeguarsi al cambiamento, al progresso, all’evoluzione del mercato e del mondo che ci circonda. Un po’ come crescere, insomma. Allo stesso modo dei figli e/o i nipoti dei titolari storici, pronti a portarne avanti l’operato.

Un processo, un passaggio, un’opportunità. Nuovi obiettivi, nuove sfide, nuova identità. Insomma, nuovo brand.

Così come per il passaggio generazionale di un’azienda a conduzione familiare, che avviene piano piano, anche il riposizionamento del brand avviene step by step.

Il rebranding, una necessità per le nuove generazioni

Rebranding pt.1: dall’analisi strategica al piano di comunicazione

Come in tutte le cose, prima di agire occorre conoscere, informarsi, capire, studiare. Si parte quindi da un’analisi del mercato, dei competitor, delle richieste, delle modalità comunicative di quel preciso momento storico, in modo da capire come collocarsi senza stravolgere ciò che c’è stato fino a quel momento.

La parte difficile è proprio questa. Ripensare l’identità aziendale senza intaccarne le basi. Individuare i pilastri su cui fondarsi, il pubblico a cui rivolgersi, gli obiettivi da perseguire, il tono di voce da utilizzare.

E, da qui, tracciare un piano di comunicazione strategicointegrato e coerente che implichi una serie di azioni e di strumenti volti a trasmettere la giusta percezione del brand.

Rebranding pt.2: il vestito

Sicuramente una delle prime azioni sarà ripensare l’immagine del brandlogopayoffpalette colorifontstilelinea graficaimmagine coordinata. Perché, si sa, quando vogliamo cambiare partiamo dal vestito o dal taglio di capelli, dando così un’immagine di noi che ci rispecchi in quel preciso momento della nostra vita.

Il rebranding, una necessità per le nuove generazioni

Rebranding pt.3: la comunicazione offline

Dopo aver definito la nuova immagine, ci si può sbizzarrire: cataloghibrochurecompany profile, realizzazione di video corporate e di fotografie da utilizzare sui più svariati materiali, attività di ufficio stampacampagne pubblicitarie e chi più ne ha più ne metta! Tutto, ovviamente, in base alle esigenze specifiche dell’azienda e al tipo di pubblico a cui ci si vuole rivolgere.

Ogni materiale ha il suo specifico linguaggio, ma è fondamentale che il tono di voce e soprattutto i messaggi che si intende comunicare siano coerenti e perfettamente integrati tra i vari media.

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Rebranding pt.4: la comunicazione online

Nuova identitànuovo brand, nuovi materiali…beh, nuovo sito web! Fondamentale è creare uno spazio in cui l’utente possa trovare facilmente qualsiasi informazione di cui abbia bisogno, con la possibilità di scoprire in un click o in uno scroll prodotti e servizi offerti dall’azienda. Un sito che sia funzionale, user-friendly, costruito in ottica SEO, completo, veloce, consultabile in maniera semplice in qualsiasi momento e da qualsiasi device. Un sito che faccia da contenitore e da vetrina di tutto ciò che l’azienda è diventata con il processo di rebranding.

Accanto al sito, naturalmente, non possono mancare una serie di attività di web marketing e di comunicazione digitale. Se il rebranding e il passaggio generazionale in azienda rappresentano l’evoluzione e il restare al passo con i tempi che cambiano, quali migliori media di quelli digitali per veicolare il volto giovane dell’impresa?

E allora via con attività di email marketing (newsletter e DEM), social media marketingADScopywriting in chiave SEO…insomma, tutto ciò che consenta all’azienda di farsi conoscere (o ri-conoscere) dai propri clienti/prospect e di fortificare l’awareness (la percezione, la consapevolezza, la conoscenza di quel brand).

Il rebranding, una necessità per le nuove generazioni

Per farla breve…se sei nel bel mezzo di un cambiamento importante per la tua azienda, come potrebbe essere un cambio generazionale, questo potrebbe rivelarsi il momento migliore per una bella “rinfrescata” da tutti i punti di vista! Ad esempio come ha fatto Gamm: scopri in che modo abbiamo aiutato l’azienda vicentina a riposizionarsi sul mercato.

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